Il calendario gregoriano, introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII. La Terra impiega circa 365.25 giorni per fare un giro intorno al Sole. Questo è il motivo per cui abbiamo un anno bisestile ogni quattro, in cui bisogna aggiungere un giorno al nostro calendario convenzionale, per evitare una graduale “deriva” delle stagioni… Primavera questa sconosciuta. Tutti noi collochiamo l’arrivo della nella stagione il 21 marzo, ma il momento preciso è diverso di anno in anno e sarà il 20 marzo fino al 2102.  Anche quest’anno quindi l’equinozio cade il 20 marzo e precisamente alle ore 17.15. La ragione è scientifica: l’equinozio è la giornata in cui il numero di ore di luce è identico a quelle di buio. È di fatto “colpa” del calendario gregoriano, introdotto nel 1582 daPapa Gregorio XIII. La Terra impiega circa 365.25 giorni per fare un giro intorno al Sole. Questo è il motivo per cui abbiamo un anno bisestile ogni quattro, in cui bisogna aggiungere un giorno al nostro calendario convenzionale, per evitare una graduale “deriva” delle stagioni. Per lo stesso motivo la data precisa degli equinozi non è la stessa ogni anno. L’equinozio di primavera, inoltre, almeno dal punto di vista astronomico, è ogni anno leggermente in anticipo rispetto al precedente, a causa di un fenomeno che gli scienziati definiscono “precessione degli equinozi”, un cambiamento lento ma continuo dell’asse di rotazione terrestre causato dalla forma della Terra non perfettamente sferica, e dalle forze gravitazionali esercitate dal Sole e dalla Luna. Dall’inizio del nuovo millennio, secondo quanto illustrato in una tabella del National Maritime Museum, l’equinozio si è verificato il 21 marzo solo in due occasioni, nel 2003 e nel 2007. Nel 2044 e nel 2496, invece, dovrebbe addirittura coincidere con il giorno della festa del papà, il 19 marzo. L’equinozio, spiegano gli astronomi, più che un giorno, è un istante. Quel particolare momento del viaggio terrestre intorno al Sole – che si verifica due volte nel corso dell’anno solare – durante il quale la nostra stella nel suo moto apparente nella volta celeste ne attraversa l’orizzonte, e si viene a trovare allo zenit, cioè esattamente perpendicolare all’Equatore. I suoi raggi sono pertanto, ortogonali rispetto all’asse di rotazione terrestre, garantendo in teoria parità tra giorno e notte. In teoria. Già, perché, in realtà, come fanno notare gli esperti, non è proprio vero che in questo giorno le ore di luce sono esattamente uguali a quelle di buio. Le prime, infatti, tendono, seppur di poco, a prevalere, per effetto dell’atmosfera terrestre. Come possiamo sperimentare ogni volta che vediamo la luce del giorno da prima che il Sole sorga a dopo che è già tramontato. L’equinozio di primavera, infine, è una data particolare per il Polo Nord. Segna, infatti, l’inizio del giorno più lungo dell’anno, che terminerà solo fra sei mesi, a settembre, con l’equinozio d’autunno e l’inizio della notte polare…

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